Bastano 6 minuti per perdonare voi stessi

 

Il vantaggio dei cortometraggi è che durano poco. La loro bellezza sta nello scegliere un messaggio, condensarlo e dargli potenza, cosi che possa raggiungere i nostri occhi e, si spera, i nostri cuori.

Borrowed Time fa esattamente questo.

Sono inciampata in questo brevissimo film, mentre mi divertivo a fare zapping su Vimeo, in cerca di qualche forma di ispirazione. Nemmeno io so ispirazione per che cosa. Probabilmente ispirazione per la vita, non fa mai male.

La faccia di quel cowboy in copertina mi incuriosiva. “Avrà qualcosa di dirmi” ho pensato.

Il risultato è stato che nei sei minuti successivi ho rischiato di concedermi una lacrima nel bel mezzo di una biblioteca. Anche le lacrime, in fondo, non fanno mai male.

Borrowed Time è la storia di un uomo qualunque. Non sappiamo il suo nome, nè esattamente dove abiti. Sappiamo solo che è un cowboy e che aveva un padre, ed era felice con lui.

A volte però la vita ci riserva delle sorprese che non vorremmo mai ricevere. A volte succede che qualcosa non va come lo avevamo previsto. Le nostre aspettative vengono sconvolte, cogliendoci impreparati. Ci colpiscono come uno schiaffo fortissimo.

E ogni volta che riceviamo uno schiffo – provare per credere – l’istinto è mettersi a piangere, perchè piangere è l’espressione più naturale del dolore. E a volte preferiamo crogiolarci nel dolore piuttosto che accettarlo.

Borrowed Time ci ricorda esattamente questo. La vita non è sempre come ce la siamo immaginata, a volte va storta, altre volte va ancora più storta. Ma il modo migliore per raddrizzarla, e con lei raddrizzare anche noi stessi, non è cercare le ragioni inesistenti per cui le cose sono andate cosi.

Il modo migliore per raddrizzarla è accettarla così com’è, e godersi l’alba di un nuovo giorno che ci eravamo dimenticati esistesse.

Vi prenderà solo 6 minuti, ma ne vale veramente la pena.

 

 

 

Post Tags
Share Post
No comments

LEAVE A COMMENT