Caro 2017, per quest’anno vorrei….

Se dovessi descrivere il 2016 probabilmente sceglierei la parola EMOZIONE. Un sostantivo che calza a pennello per entrambi i 2016 che ho vissuto. Il mio 2016, quello fatto delle peripezie ordinarie della mia esistenza. E il 2016 di ognuno di noi. Quello che abbiamo vissuto da ogni parte del mondo, fatto di eventi, avvenimenti, notizie. Con il 2016  la politica ha saputo muovere emozioni come da tempo non era più stata capace di fare. Brexit. Trump. Ci siamo sinceramente stupiti, forse anche indignati. Nel 2016 il terrorismo è entrato inevitabilmente nelle nostre vite, cambiando il modo in cui guardiamo al mondo fuori dalla nostra città, dalla nostra casa. Potrei elencare mille altre ragioni che spiegano perché il 2016 è stato un anno emozionante, in positivo e in negativo. Probabilmente lo farò in uno dei prossimi articoli, io stessa devo ancora mettere in ordine tutto quello che è successo e capire se tutti gli avvenimenti dell’anno che è appena passato possono dirci e insegnarci qualcosa.

In questi giorni sono giunta alla conclusione che anche il mio 2016, dopotutto, è stato emozionante. Non perché abbia fatto delle cose particolarmente estreme. Il massimo di adrenalina che ho sperimentato probabilmente è stato farmi baciare a stampo da una giraffa. Nel 2016 ho permesso, dopo molto, moltissimo tempo, che l’emozione entrasse nella mia esistenza. A piccole dosi, ma si inizia da quelle. Sono partita in Kenya come volontaria per cercare qualcosa. Inaspettatamente, alla fine, l’ho trovato E mi sono emozionata trovandolo. Ho iniziato a correre e a scrivere questo blog. Il primo per liberare la testa a volte troppo impegnata e trasformare l’eccesso di energia in qualcosa di positivo, il secondo per trovare nel silenzio una risorsa, e per liberare la testa, ancora lei. E anche l’anima. Nel 2016 ho imparato che cosa vuol dire iniziare e portare avanti, giorno dopo giorno, un lavoro incessante e testardo su sé stessi. Facendolo, ho scoperto quanto le persone possano cambiare, conoscersi, e migliorarsi. Al prezzo di una sola risorsa; la volontà. Se quella non c’è, non vale la pena nemmeno provare perché il risultato sarà il fallimento. Nel 2016 ho fallito centinaia di volte, imparando, però, che deve esserci spazio anche per gli scivoloni.

 

Nel 2016 ho acquistato milioni di consapevolezze, e sulle quelle consapevolezze ho alcuni obiettivi per il 2017:

 

Correre la mia prima mezza maratona: 21 km in meno di 2 ore

Per riuscire a farlo, un giorno di qualche mese fa mi sono iscritta alla mezza maratona di Parigi, ho scaricato l’app dell’evento e ho un allenamento settimanale dettagliato da seguire. Se posso non mi alleno da sola (conoscendomi procrastinerei alla prima occasione), un mio caro amico, nonché il mio coach ufficiale, mi raggiungerà a marzo a Parigi per correre insieme. In questo modo, con banalissime strategie, sono obbligata a rispettare l’impegno che ho preso. Se non mi alleno, non raggiungerò mai l’obiettivo che mi sono fissata. Al tempo stesso sono consapevole che correre per raggiungere il traguardo non è sufficiente. Ho dato un significato preciso a quella mezza maratona, e finirla significherebbe molto di più che correre 21 km di seguito. Se riuscirò a finirla, forse, confesserò quel significato.

 

Se avete un obiettivo per il vostro futuro, vincolatevi a quell’obiettivo e dategli un significato preciso. Potrete raggiungerlo solo se volete fermamente portarlo a termine, non scegliete mai qualcosa che non volete davvero fare o non vi fa sentire bene. Qui alcune regole per farlo.

 

 Scrivere un post a settimana

Fermarsi e scrivere per me ha l’effetto analogo che prendere un Valium per mia madre quando ha saputo che sarei partita in Africa. Distende i nervi, è un esercizio di lucidità, quando le cose in testa iniziano a scorrere un po’ troppo velocemente. Tante volte non l’ho fatto. Per il 2017 continuerò a inventarmi regole per sopravvivere o cavarsela nelle occasioni più disparate della vita quotidiana, di sicuro provocando un pochino chi leggerà questo blog e forzandolo a vedere le cose da prospettive diverse. Ogni tanto vi inviterò a pranzo o a cena, con qualche prelibatezza dal mio libro di ricette. Chi mi conosce, conosce altrettanto bene quanto il mio habitat naturale sia la cucina. Potrete stupire il vostro ragazzo con una lasagna alla zucca fumé, o fare una merenda tra amiche con dei cinnamon rolls. A volte ci saranno anche momenti per scoprire il mondo, con i suoi problemi e con i suoi luoghi meravigliosi.

 

 Leggere almeno 2 libri al mese

Leggere è un passatempo che amavo moltissimo ma che ho perso con il tempo, un po’ per incapacità di premere il pulsante STOP nelle mie giornate, un po’ perché ho sempre avuto in arretrato pagine e pagine di libri e saggi universitari da leggere. 2 libri al mese vorrebbe dire 1 ogni due settimane. Fattibile.

 

 Smettere di procrastinare

Procrastinare sta diventando uno dei miei più grandi problemi, soprattutto nella vita accademica. Nel 2017 con tutta probabilità dovrò scrivere una tesi e rispettare delle scadenze. Nel 2016 ho imparato ogni tecnica esistente per inventarmi qualsiasi cosa mi permettesse di non fare quello che veramente avrei dovuto fare. Nel 2017 voglio invertire questa tendenza. In uno dei prossimi post parlerò di alcune tecniche per farlo, soprattutto con gli esami universitari. Ma di sicuro si adattano bene anche alla vita quotidiana.

 

 Imparare ad apprezzare il dolce far nulla, e impegnarlo in modo costruttivo

Sembra una contraddizione, in realtà non lo è. Questo proposito è una diretta conseguenza del proposito 4. In passato ero una campionessa della procrastinazione, con il risultato che non avevo mai tempo libero, semplicemente perché ne usavo metà andando in panico, disperandomi e lamentandomi, e per l’altra metà facendo male e controvoglia tutte le cose che avevo posticipato. Assumendo che questo non sarà più vero, e ne sono fermamente convinta, avrò tempo libero. Strana parola. Nel 2017 vorrei imparare a guardare un film godendo di ogni singola scena, vorrei smetterla di essere sempre e comunque multitasking.  Vorrei leggere quei 2 libri al mese senza guardare il telefono ogni 10 minuti. Come se qualcuno mi cercasse poi.

 

 Il mattino ha l’oro in bocca

Nessun proverbio è mai stato più vero. Il mattino è il momento in cui il silenzio regna indiscusso, è un lasso di tempo in cui ognuno può liberamente decidere cosa fare, semplicemente perché il resto del mondo sta ancora dormendo. E’ il momento della meditazione per eccellenza. Sveglia nel 2017? 6.30.

 

Viaggiare, chiedere, condividere.

Parlare con gli sconosciuti e le persone del posto è un’abitudine che, a prima vista, può sembrare strana e addirittura inquietante. Quando si viaggia è l’unica cosa che contraddistingue un banale  viaggio da turista da un’esperienza di viaggio, che poi non è nient’altro che un’esperienza di vita. Ma richiede il superamento di un limite psicologico. Enorme. Per il 2017 vorrei cercare di superare questo limite, viaggiare il più possibile e parlare con chi attraversa la mia strada. Lasciare loro qualcosa come loro probabilmente lasceranno qualcosa a me.

 

Troppo o troppo poco? Ho 364 giorni per vedere come andrà a finire.

 

Se vi ha incuriosito perché il Kenya mi ha emozionata potete dare uno sguardo qui. 

 

Se avete in mente qualcosa per il 2017 ma non sapete come portarlo a termine, seguite queste regole. Se avete qualche dubbio, commentate sotto o scrivetemi una mail. Non procrastinerò nel rispondervi, promesso. 

 

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