Il valore della routine e una crostata

 

Non saremmo capaci di approfittare delle vacanze se ogni mattina ci svegliassimo e la nostra agenda fosse costantemente vuota. Per quanto ci possa piacere o meno, quello che facciamo ogni giorno e riempie le nostre settimane , l’odiata routine – proprio lei – ci serve. Ci sono due ragione per questo. La prima è che in un modo o nell’ altro dobbiamo sopravvivere, tirare avanti. Potete chiamarlo come volete, ma la dura verità è che dalla routine difficilmente possiamo scappare. Possiamo renderla entusiasmante, possiamo accettarla, possiamo cambiarla, possiamo renderla meno ripetitiva. Ma di certo non possiamo farne a meno. La seconda ragione che spiega perché la routine, in fondo, non è così malvagia, è che, ogni tanto, si interrompe. Alcuni hanno la fortuna di scegliere quando uscirne, altri sono vittime delle interruzioni obbligate. Dettate dalle ferie, dal calendario universitario, dalle chiusure, dalle vacanze. E non vediamo l’ora che quelle interruzioni arrivino perché portano con un caloroso senso di libertà. Per qualche giorno, quando le vacanze arrivano, abbiamo il privilegio di scegliere completamente se fare qualcosa, che cosa fare, con chi farlo. Sembra scontato ma la libertà ha la stessa funziona di una pila nuova. Ci ridà energia, ci ricarica, rende il ritorno alla routine un po’ più sopportabile. La domanda è: la libertà ci piacerebbe cosi tanto se la routine non esistesse? Se potessimo scegliere ogni giorno che cosa fare senza nessun vincolo al lavoro, con lo studio, con la famiglia, sapremmo godere di tutti i momenti in cui quei vincoli spariscono temporaneamente?

La mia risposta è: no, o meglio, non nello stesso modo. Non con la stessa intensità con cui rimaniamo a letto 5 minuti in più dopo settimane in cui abbiamo ripetutamente maledetto la nostra sveglia all’alba. Non nello stesso modo assaporiamo il gusto della libertà dopo aver consegnato l’ultimo esame. Con il tempo ho imparato a guardare la routine da questo punto di vista. Se non ci fosse, se il mio cervello e le mie energie non fossero costantemente occupate nella vita che ripeto ogni giorno, non apprezzerei l’evasione e i momenti in cui ho il grandissimo privilegio di prendermi una pausa.

Abbastanza spesso passo quella pausa in cucina. Impiegare le mani, il tempo, la mente e anche un pezzo di cuore nel creare qualcosa che non solo riunisce le persone, ma le fa anche sognare, ha il potere di ridarmi energia.

Il post-it che lascio oggi è una ricetta dalla genuinità disarmante, una di quelle che ti catapultano nell’ infanzia, per la loro semplicità, e il sapore si autenticità. Se fossi francese sarebbe la ricetta delle madeleines, come Proust insegna.

Ma il mio ricordo d’infanzia è la crostata, nonna di tutte le torte. La ricetta della frolla è quella di Iginio Massari, leggermente modificata con gli ingredienti che ho trovato in casa. Potete trovare il video con i consigli e il procedimento, qui. O leggere la ricetta.

 

Madame la Crostata

 

 

Per la frolla:

440 gr farina bianca 0

Scorza di ½ limone grattugiata

1 baccello di vaniglia

70 gr tuorlo d’uovo

40 gr miele d’acacia

160 gr zucchero a velo di canna

270 gr burro

3 gr di sale

Per guarnire: un vasetto di marmellata, del gusto che preferite. Io ho usato quella di prugne.

 

Per lo zucchero di canna potete tritare lo zucchero normale fino a renderlo quasi impalpabile, e aggiungendo prima di tritare un po’ di maizena.

In una planetaria incorporate il burro freddo tagliato a cubetti, lo zucchero e il miele d’acacia. Amalgamate bene gli ingredienti, assicurandovi di non scaldare troppo il burro. Aggiungete il sale al tuorlo d’uovo mescolando fino a scioglierlo e incorporatelo gli ingredienti nella planetaria. Aprite il baccello di vaniglia, grattugiate il limone e aggiungete questi ingredienti aromatici all’impasto. Setacciate la farina due volte in modo da eliminare i grumi, incorporatela per qualche secondo fino ad ottenere un impasto omogeneo. Mettete la frolla avvolta in carta da forno in frigorifero per almeno 2 ore. Questo processo è molto importante per stabilizzare la pasta. Avvolgere la frolla nella carta da forno è utile quando dovrete poi stenderla.

Togliete la frolla dal frigo e separate una parte, che servirà per fare le strisce della crostata. Stendete la frolla con un mattarello tenendo sotto il foglio di carta forno che avete usato per ricoprirla e mettendo un altro foglio sopra. In questo modo la stesura verrà omogenea evitando zone più spesse di altre. Una volta stesa, fate riposare in frigo per 10 minuti in modo da stabilizzarla ulteriormente. Questo vi permetterà di metterla nello stampo con facilità, evitando che si rompa. Imburrate e infarinate uno stampo da crostata (il mio era da 28 cm di diametro), e stendete la pasta. Una volta stesa, bucherellate il fondo con una forchetta. Eviterà che in cottura si formino bolle d’aria. Riempite la crostata con la marmellata, e con la pasta che avete tenuto da parte fate delle strisce per decorala. Una volta finita, abbassate leggermente con le dita i bordi della crostata, e infornate a 180° C per circa 25 minuti o finché la frolla non sarà dorata. Lasciate raffreddare.

P.s.: La crostata è una di quelle torte che con un po’ di riposo acquista un sapore indescrivibile. Se volete farla per qualche occasione speciale, vi consiglio di farla il giorno prima e lasciare che durante la notte acquisti la personalità che la contraddistingue.

Non vi resta che assaggiarla e approfittare delle vacanze.

 


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