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Siamo i ventenni. Siamo abbastanza grandi per intuire come va il mondo, ma troppo giovani per capirlo veramente. I nostri genitori ci ripetono che è il nostro turno di scrivere le regole della nostra vita, ma il problema è che l’universo, fuori dalle nostre camere disordinate, è diventato troppo complicato e nemmeno il più sofisticato degli algoritmi riesce a spiegarcelo. E i nostri genitori neppure. Siamo la generazione delle aspettative e delle insicurezze. Andiamo all’università per cercare di diventare abbastanza bravi in qualcosa, nella speranza di trovare il nostro posto. Siamo catapultati in un mondo in competizione, scriviamo i nostri curriculum rispettando gli standard, adottiamo le strategie che ci hanno insegnato nei workshop per valorizzare le nostre soft skills che neppure noi siamo sicuri di avere. Facciamo networking, ma non sappiamo esattamente qual è la differenza tra questa disciplina e prendersi un drink. Siamo costantemente al verde, ma viaggiamo in tutto il mondo perché siamo nati e cresciuti con la globalizzazione, e moriamo dalla voglia di emozionarci davanti a un tramonto in qualche angolo del globo. Ogni tanto ci manca casa, ma continuiamo per la nostra strada. A casa ci torniamo a Natale, e nostra madre è sempre pronta a spedirci un pacco

  Durante le vacanze estive accade un fenomeno che non trova spazio nelle altre settimane dell’anno, un po’ per pigrizia, un po’ per il vizio di prendersi troppi impegni. Se provate a contare i libri appollaiati sui teli mare, il numero che ne verrà fuori sarà sorprendente. Si, perché le vacanze sono un’ottima occasione per accorciare la pila di volumi con l’etichetta “da leggere”, e allungare il repertorio della nostra biblioteca mentale. Molti libri passano in quella fase chiamata “lettura da ombrellone”, che fa parte della serie di passatempi con cui rendiamo il tentativo di ottenere una tintarella perfetta un po’ più piacevole, e sicuramente culturalmente stimolante.  E in effetti, i nostri piani di tornare dalle vacanze con qualche romanzo divorato, nonché un’abbronzatura invidiabile sarebbero perfetti se non fosse per un dettaglio non trascurabile. Oltre alla voglia di leggere quel libro che era in cima alle classifiche, il mare è una location assolutamente adatta e incredibilmente stimolante per dilettarsi nell’arte della chiacchiera a briglie sciolte, sui più svariati argomenti e con qualsiasi persona ci capiti a tiro; parenti, fidanzati, vicini di ombrellone. Ed è vero, a volte concedersi di non pensare ad altro che a quelle divagazioni banali è tutto ciò