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  Il vantaggio dei cortometraggi è che durano poco. La loro bellezza sta nello scegliere un messaggio, condensarlo e dargli potenza, cosi che possa raggiungere i nostri occhi e, si spera, i nostri cuori. Borrowed Time fa esattamente questo. Sono inciampata in questo brevissimo film, mentre mi divertivo a fare zapping su Vimeo, in cerca di qualche forma di ispirazione. Nemmeno io so ispirazione per che cosa. Probabilmente ispirazione per la vita, non fa mai male. La faccia di quel cowboy in copertina mi incuriosiva. "Avrà qualcosa di dirmi" ho pensato. Il risultato è stato che nei sei minuti successivi ho rischiato di concedermi una lacrima nel bel mezzo di una biblioteca. Anche le lacrime, in fondo, non fanno mai male. Borrowed Time è la storia di un uomo qualunque. Non sappiamo il suo nome, nè esattamente dove abiti. Sappiamo solo che è un cowboy e che aveva un padre, ed era felice con lui. A volte però la vita ci riserva delle sorprese che non vorremmo mai ricevere. A volte succede che qualcosa non va come lo avevamo previsto. Le nostre aspettative vengono sconvolte, cogliendoci impreparati. Ci colpiscono come uno schiaffo fortissimo. E ogni volta che riceviamo uno schiffo - provare per credere - l'istinto è mettersi

Quando essere uno sconosciuto è l'opportunità migliore che ti possa capitare     I cambiamenti, per quanto difficili ci possano sembrare, hanno un grandissimo vantaggio: ci danno la possibilità di premere il tasto RESET. Quando decidiamo, sempre nel caso in cui abbiamo il privilegio di poter decidere, di modificare qualcosa nella nostra vita - la città, il lavoro, l'università - due processi paralleli si mettono in atto. Il primo riguarda tutto quello che ci lasciamo alle spalle; persone, esperienze, conoscenze. Tutto questo inevitabilmente ci seguirà, perchè costituisce quello che siamo, siamo diventati e probabilmente saremo. In alcuni casi potremmo essere affezionati al nostro passato e desiderare che ci accompagni e ci guidi, in altri potremmo voler avere la possibilità di dimenticarcene. Nella maggior parte delle ipotesi, e proprio per il fatto che ciò che abbiamo vissuto ci ha permesso di impilare uno dopo l'altro i mattoni che costitituiscono la nostra personalità, il cambiamento che affronteremo ha come punto di partenza il nostro presente. Brutte notizie per chi, quel presente, vorrebbe cambiarlo a tutti i costi. E proprio a chi ha deciso di scappare da qualcosa faccio questa domanda: se siete abituati a bere caffe al mattino, cosa cercherete appena svegli una volta arrivati a destinazione? Ognuno

  Durante le vacanze estive accade un fenomeno che non trova spazio nelle altre settimane dell’anno, un po’ per pigrizia, un po’ per il vizio di prendersi troppi impegni. Se provate a contare i libri appollaiati sui teli mare, il numero che ne verrà fuori sarà sorprendente. Si, perché le vacanze sono un’ottima occasione per accorciare la pila di volumi con l’etichetta “da leggere”, e allungare il repertorio della nostra biblioteca mentale. Molti libri passano in quella fase chiamata “lettura da ombrellone”, che fa parte della serie di passatempi con cui rendiamo il tentativo di ottenere una tintarella perfetta un po’ più piacevole, e sicuramente culturalmente stimolante.  E in effetti, i nostri piani di tornare dalle vacanze con qualche romanzo divorato, nonché un’abbronzatura invidiabile sarebbero perfetti se non fosse per un dettaglio non trascurabile. Oltre alla voglia di leggere quel libro che era in cima alle classifiche, il mare è una location assolutamente adatta e incredibilmente stimolante per dilettarsi nell’arte della chiacchiera a briglie sciolte, sui più svariati argomenti e con qualsiasi persona ci capiti a tiro; parenti, fidanzati, vicini di ombrellone. Ed è vero, a volte concedersi di non pensare ad altro che a quelle divagazioni banali è tutto ciò