Il vantaggio di cominciare da zero

Quando essere uno sconosciuto è l’opportunità migliore che ti possa capitare

 

 

I cambiamenti, per quanto difficili ci possano sembrare, hanno un grandissimo vantaggio: ci danno la possibilità di premere il tasto RESET.

Quando decidiamo, sempre nel caso in cui abbiamo il privilegio di poter decidere, di modificare qualcosa nella nostra vita – la città, il lavoro, l’università – due processi paralleli si mettono in atto. Il primo riguarda tutto quello che ci lasciamo alle spalle; persone, esperienze, conoscenze. Tutto questo inevitabilmente ci seguirà, perchè costituisce quello che siamo, siamo diventati e probabilmente saremo. In alcuni casi potremmo essere affezionati al nostro passato e desiderare che ci accompagni e ci guidi, in altri potremmo voler avere la possibilità di dimenticarcene. Nella maggior parte delle ipotesi, e proprio per il fatto che ciò che abbiamo vissuto ci ha permesso di impilare uno dopo l’altro i mattoni che costitituiscono la nostra personalità, il cambiamento che affronteremo ha come punto di partenza il nostro presente. Brutte notizie per chi, quel presente, vorrebbe cambiarlo a tutti i costi.

E proprio a chi ha deciso di scappare da qualcosa faccio questa domanda: se siete abituati a bere caffe al mattino, cosa cercherete appena svegli una volta arrivati a destinazione?

Ognuno di noi conosce la risposta. Ma durante un grande cambiamento, i bagagli del nostro passato e le nostre abitudini non solo sono la prima cosa che porteremo con noi, ma sono anche la cosa a cui più teniamo. Anche se potrebbe non piacerci l’idea, è naturale e ovvio che sia così.

All’inizio ho accennato l’esistenza di due processi. Oggi non è l’occasione giusta per farsi castelli mentali sul bagaglio di cianfrusaglie che ci portiamo appresso quando partiamo o affrontiamo un cambiamento. Di solito, ogni singola cianfrusaglia ha significati molto profondi e intimi, potrebbero ricordarci cose e persone lontane.

Il secondo processo può essere riassunto con la parola opportunità.

RESET, RESTART. 

Un cambiamento è un gioco di ruolo a cui dovremmo sempre voler partecipare. E’ il pretesto giusto per vestire i panni di un estraneo per le persone che incontreremo e le situazioni in cui saremo proiettati. Nel momento in cui ricominciamo da zero possiamo lavorare sui nostri difetti, o le nostre debolezze. Abbiamo la fortuna di ridisegnare i compartimenti e gli spazi della nostra quotidianità; prendendo più spazio per noi stessi se non ne avevamo abbastanza, facendoci coinvolgere se avevamo il vizio di isolarci, osando se non abbiamo mai provato a farlo.

Tutto questo mi è stato ricordato dopo aver accidentalmente assistito a uno scambio di battute tra due estranei al parco, e vi posso assicurare che non stavano girando un film.

Leggevo un libro al parco, e ho deciso di prendermi una pausa, alzando lo sguardo. Una ragazza camminava, aria indifferente e testa immersa nei suoi problemi. Dietro di lei un ragazzo le si è avvicinato, sfiorandole il braccio in modo impacciato, sperando di attirare la sua attenzione. Fortunatamente lei si è girata, e lui ha iniziato a parlarle, recitando le battute che si era sicuramente ripetuto infinite volte nei minuti precedenti.

Immaginatevi la sua voce come la vostra la prima volta che avete proposto a qualcuno di uscire con voi

Le ha confessato che di solito non era abituato a fare cose del genere, cosi avventate, con degli estranei, ma la trovava molto carina e avrebbe voluto rivederla. Lei, presa alla sprovvista, la bocca sorridente, lo sguardo spiazzato, ha adottato la tipica strategia da manuale di sopravvivenza nei primi contatti uomo-donna. Ha preso il suo numero, dicendogli che lo avrebbe chiamato.

Non ho idea di come sia andata a finire ma probabilmente quella ragazza ha cancellato quel numero, o quantemeno non lo ha usato.

Quel ragazzo, però, quel pomeriggio ha insegnato una lezione abbastanza importante per qualsiasi persona stia affrontando un cambiamento.

Si è completamente immerso nel ruolo dell’ estraneo, osando e sfruttando tutti i vantaggi che “ricominciare da zero” può avere. In quei dieci minuti di follia ha sfruttato la possibilità di essere uno sconosciuto per quella ragazza, ha premuto il tasto RESET. Si è creato un grande cambiamento dentro la propria quotidianità. Ovviamente il modo in cui si è approcciato a lei – la timidezza, la pacatezza – tradivano caratteri della sua personalità che il suo gesto audace difficilmente potevano nescondere. Questo a ricordarci che del primo processo difficilmente riusciremo a liberarci.

Sono anche sicura che quello scambio di battute abbiano regalato un paio di ore di buonumore e almeno 10 punti in autostima a quella giovane donna. Conoscendo gli intricati complessi dietro la psiche femminile è un regalo che nemmeno i migliori fidanzati sono in grado di fare. Ovviamente le eccezioni esistono, ma appunto, si chiamano eccezioni.

Purtroppo non so se i due si sono incontrati, ma ho la certezza che il vincitore tra i due sia esattamente quel ragazzo come tanti altri. E la sua audacia.

Chapeau.

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  • ottimi spunti di riflessione ary, oltre al simpatico aneddoto dei 10 minuti di follia trovo veramente molto significativa la frase “un cambiamento e’ un gioco di ruolo a cui dovremmo voler sempre partecipare”; aver la curiosita’, la forza e l’audacia di affrontare un grande cambiamento non e’ da tutti, avanti cosi’! 😉
    un abbraccio forte
    Stefano A.

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